L’oracolo della Sibilla

Sibilla o Sibille ? In realtà sono più di dieci

La Sibilla delfica di Michelangelo
La Sibilla delfica di Michelangelo

Nel linguaggio comune di definisce sibillina ogni comunicazione oscura e di tono oracolare, rifacendosi così implicitamente alle profetesse dell’antichità, che nella tradizione si consideravano possedute da un Dio. Il numero e il luogo in cui tali profetesse risiedevano varia a seconda dei diversi autori.
Nei suoi scritti Platone ne cita solo una, anche se in seguito le sibille divennero una trentina. Lo scrittore reatino Marco Terenzio Varrone (116-27 a.C.) ne enumera dieci in ordine di tempo: Persica, Libica, Delfica, Cimmeria, Eritrea, Samia, Cumana, Ellespontica, Frigia, Tiburtina. Per lo più si nominano dieci sibille: la caldaica, l’ebraica e la persiana; quella di Delfo, figlia di Apollo; quella italiana o cimmeria; la sibilla eritrea, che si diceva fosse poi emigrata a Cuma; quella cimrica, chiamata Amalteia o Frofila; quella che si trovava a Marpesso, nell’Ellesponto; quella frigia e, infine, quella tiburtina, chiamata Albunea o Aniena.

https://it.wikipedia.org/wiki/Sibilla

La Sibilla Cumana

Una delle più menzionate è la sibilla cumana: avrebbe condotto Enea nel mondo degli inferi e sarebbe vissuta per mille anni dopo aver lasciato l’Eritrea, in Asia Minore, per poi trasferirsi in Italia. Si credeva che le sue profezie, proprio come quelle della Pizia di Delfo, fossero ispirate dal Dio Apollo, il messaggero degli Dei. I suoi ultimi tre «libri» erano conservati nel tempio capitolino di Roma, ma andarono bruciati nell’anno 83 a.C.; sembra che in questi volumi fosse contenuta l’interpretazione di ogni genere di auspici, catastrofi, mostri, processioni e sacrifici. Le sibille sono immortalate negli affreschi della Cappella Sistina.

Gli Oracula sibyllina

Gli Oracula sibyllina sono invece sentenze composte in esametri e risalenti al sec.Vv d.C., testi compilati da autori cristiani, in cui si profetizzano le sciagure a venire. Talvolta detti Pseudo-sibillini, sono in realtà 12 libri in greco di contenuto assai eterogeneo, scritti in esametri e contenenti varie profezie circa eventi storici futuri; prendono il nome dai Libri sibillini.

Generalmente catalogati tra gli scritti apocrifi dell’Antico Testamento, sono suddivisibili in due parti in base al loro contenuto: giudaico-ellenistico quello più antico, giudaico-cristiano quello più recente. Il loro nucleo originario (libri 3-5) fu composto tra il II e il I secolo a.C., ed è da mettere probabilmente in relazione con le comunità della diaspora giudaica in Egitto; il testo originario fu poi rielaborato e ampliato in ambiente cristiano, tra il I e il VI secolo, con evidente scopo apologetico. Ebbero grande fortuna presso i Padri della Chiesa, tra cui pseudo-Giustino, Teofilo di Antiochia, Clemente Alessandrino, Lattanzio, Eusebio di Cesarea, Agostino d’Ippona e Ambrogio da Milano, che li ritennero oracoli autentici.

https://it.wikipedia.org/wiki/Oracoli_sibillini